martedì 6 novembre 2012

Che tempo che fa...

Argomento banale ma sempre utile...
Ideale per riempire silenzi con argomentazioni ne troppo serie, ne troppo facete...
È un argomento che riguarda tutti, indipendentemente da razza, credo o altre preferenze...
Insomma il "che tempo!" è l'argomento politically correct per eccellenza, l'ideale se non conosci la persona e non vuoi fare brutte figure.




Poi ultimamente c'è sempre motivo per usarlo, con i suoi alti e bassi di temperature si da molto da fare per dare argomenti di conversazione.
Io, personalmente, odio il caldo e preferisco di gran lunga il freddo... anche se, al primo freddo, mi sono già presa un super raffreddore, con mal di gola e malessere generale... tanto per gradire, ma il problema non è il freddo in se che (stranamente) ora sembra essere nelle medie stagionali, quanto il passate da oltre 20° a meno di 10° da un giorno all'altro.
Il fisico rimane spiazzato da questi cambi repentini di temperatura.
Non fa in tempo ad adattarsi al tempo (scusate il gioco di parole, ma non ho saputo resistere!).
Di questi periodi deve essere freddo, c'è bisogno del freddo. Per la vegetazione, per il clima, per tutto!
È stupido, secondo me, essere felici perché ci sono 20° a novembre!
A quest'ora le zanzare e mosche e molto altri insetti più o meno nocivi/fastidiosi dovrebbero aver concluso il loro ciclo vitale ed essere morti. Non voglio dover uccidere zanzare fino a natale!
Le piante hanno bisogno del riposo invernale.
Il terreno stesso ne ha bisogno.
È il normale ciclo della natura che viene stravolto.
Non ci capiamo più niente noi se una settimana ci sono 20°, quella dopo nevica e quella dopo ancora si torna sui 20°... figuriamoci animali e piante.
Mi chiedo di cosa c'è bisogno perché "i potenti" si decidano a cambiare qualcosa per far tornare il clima come dovrebbe essere.
Peccato che fino a quando "i potenti" saranno coloro che gestiscono le forniture di petrolio & Co le energie alternative che non danneggiano il pianeta (e incidono molto meno sul portafoglio tra l'altro) rimarranno studi e prototipo ben lontano dalla grande distribuzione (vedi, per esempio, la macchina a olio di colza, o ad aria compressa... )

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